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Pesche di San Salvo: storia e sapori delle nostre precoche

Tra i motivi per cui l’Abruzzo è una regione unica e meravigliosa c’è quello di prevedere in un piccolo lembo di terra diversi tratti geografici. Dal mare della costa adriatica alle montagne dell’entroterra appenninico, passando per dolci vallate di colline che, anche per l’unicum morfologico e climatico che si viene a creare, si rivelano ideali per numerose coltivazioni. Tra i frutti non possiamo non parlare delle precoche, le celebri pesche abruzzesi e in modo particolare quelle di San Salvo.

Le pesche in Abruzzo e a San Salvo

Proprio in virtù di questa ricchezza naturalistica l’Abruzzo è una terra che da secoli vede la coltivazione delle pesche come una delle più rigogliose. Questa è evidente nella zona del vastese e della Vallata del Sangro dove nascono le pesche sansalvesi e le cosiddette nettarine cornute di San Salvo.

Le pesche sansalvesi

Il termine precoche con il quale in Abruzzo si chiamano le pesche deriva dal latino praecoquus, che indica un frutto precoce. Le pesche sono un frutto tipico della stagione estiva (da giugno a settembre) e si rivelano ideali in questo periodo per la loro capacità di dissetare e fornire beneficio contro l’afa delle giornate più calde. Le pesche sansalvesi sono considerate tra le più buone per l’elevata concentrazione di vitamine, calcio, ferro e potassio. Un mix di bontà e benessere dato dal clima mite delle nostre pianure attraversate dal fiume Trigno.

Le nettarine cornute di San Salvo

L’appellativo di cornute dato alle nettarine di San Salvo non ha nulla di dispregiativo. È infatti frutto, in tutti i sensi, della particolare protuberanza che caratterizza queste nettarine. Delle pesche particolari non solo nella forma, ma anche e soprattutto nel sapore, essendo le più saporite tra tutte le pesche. Una particolare versione che conferma la tradizione delle precoche abruzzesi. Frutti estivi saporiti e dalle straordinarie proprietà benefiche per l’organismo e che vengono ogni anno esportate in tutto il mondo.

Il successo di questo frutto è dato indubbiamente dalle proprietà agricole della terra abruzzese e dal clima di queste zone, ma anche (soprattutto?) dalla capacità e dalla volontà degli agricoltori locali di preservarne l’autenticità e la coltivazione.

San Salvo, la città delle pesche

Anche per questi motivi San Salvo, insieme ad altre 25 località, ha aderito al progetto promosso da Res Tipica Anci per la tutela, la valorizzazione e la promozione dei prodotti tipici locali da considerare come beni culturali tipici di un territorio. E le pesche, le percoche e le nettarine cornute lo sono a tutti gli effetti per il territorio di San Salvo.

Le pesche in cucina

Complice la stagionalità di questo frutto e il legame con il nostro territorio, le pesche sono spesso protagoniste del nostro menù estivo. In modo particolare le utilizziamo per preparare il dolce Pesca, vino e basilico, nel quale riprendiamo la tradizione contadina tipica dell’estate di mettere le pesche nel vino lasciandole macerare. In questo dolce utilizziamo la pesca sotto forma di sorbetto, preparato in maniera artigianale, e un vino aromatizzato ottenuto partendo dal Montepulciano d’Abruzzo nel quale vengono messe in infusione alcune erbe e spezie per regolarne la dolcezza e ottenere una sorta di salsa al vino rosso personalizzata.

Inoltre le pesche le utilizziamo anche per ottenere una bevanda frizzante da servire come aperitivo. Si tratta di una bevanda fermentata ottenuta dai grani di kefir (che si alimentano di zucchero e di frutta). Una volta ottenuta la fermentazione ci immergiamo le pesce e le lasciamo fermentare per altri due giorni in modo da ottenere una bevanda al gusto di pesca, frizzante e piacevole da bere, che molto spesso serviamo come aperitivo a chi non beve alcolici, in quanto ha un bassissimo contenuto di alcol.

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